Moving people e la costante di Marchetti

16 Dicembre 2019

Moving people. Cominciano a chiamarla così. Questo termine inglese racconta le migrazioni, ma sta iniziando a riguardare anche quei milioni di persone che, ogni giorno, si muovono per andare da casa al lavoro o al luogo di studio. Sono proprio un popolo in movimento quelli che noi chiamiamo pendolari, un popolo in cambiamento, una vera e propria massa in grado di fare una micromigrazione tutti i giorni, per andare da un ambiente scelto come casa a un posto scelto per realizzare progetti, sogni e investimenti per la vita.

Il tempo non cambia, il resto si.

Abbiamo già raccontato, sia sui nostri social, sia in questo articolo, il futuro dei pendolari, il domani della moving people. Presto, lo si capisce da un po’, cambierà tutto nel modo in cui ci trasferiremo da un posto a un altro. Tuttavia c’è una cosa che non cambierà e a sintetizzarlo in una straordinaria ricerca è stato un grande fisico italiano: Cesare Marchetti. L’accademico di fama internazionale, oggi 92enne che si divide tra la sua casa sulle colline a nord di Firenze e il suo International Institute for Applied Systems Analysis di Laxemberg in Austra, ha sostanziato con fatti empirici in uno scritto del 1994 che la moving people ha una specie di meccanismo inconscio per il quale, nella giornata, non riesce a viaggiare per spostarsi, durante le operazioni ordinarie, per più 90 minuti.

Questa costante temporale, sintetizzata nella sigla Travel Time Budget, è scritta nella storia della ricerca come la Costante di Marchetti ed è un architrave sulla quale si sta ridiscutendo tutta l’urbanizzazione moderna mondiale e anche la progettazione delle infrastrutture di trasporto, specialmente su rotaia. Insomma, tra supertreni e super razzi, cambia tutto, ma il tempo no.

La velocità dilata le città,  ma non il tempo.

Per l’uomo “animale stanziale e abitudinario per natura”, come afferma Marchetti nella sua ricerca aggiungendo, “cosa sulla quale non c’è bisogno di evidenze”, rimane e rimarrà fisso il tempo sopportabile per il trasferimento dalla propria grotta (casa) al luogo di caccia (lavoro): 45 minuti. Il tutto per 90 minuti al giorno contando il ritorno. Si allargheranno i confini della vita del singolo, il quale a breve potrebbe avere l’ufficio a Milano e la casa in Liguria, a poco più di 10 minuti di treno di distanza. Oppure potrebbe essere un pendolare tra Milano e Roma, come tra San Francisco e Los Angeles.

Le urbanizzazioni cambieranno faccia, cambieranno le abitudini, cambierà il modo in cui passiamo quel tempo in cui andiamo da un posto a un altro, ma difficilmente cambierà il numero dei minuti. Le città si dilateranno, ferma restando quella mezz’ora-quarantacinque minuti che l’uomo ha come TTB (appunto Travel Time Budget) per andare da un posto a un altro in giornata.

Le radici nella storia

Il documento di Marchetti è ritrovabile a questo link ed è una vera analisi che affonda le sue radici nella storia. La ricerca di Marchetti che teorizza la sua famosa costante che condiziona il presente e il futuro della moving people è financo suggestiva quando racconta che il diametro di grandi città del passato come Roma, Venezia o Persepoli fosse di circa 5 chilometri, vale a dire un’ora di cammino di un uomo di media altezza. Vale a dire che i lavoratori di allora, come quelli dei nostri giorni, facevano al massimo mezz’ora di cammino per andare dalla loro casa al luogo dove prestavano la loro opera.

La costante di Marchetti.

La famosa costante di Marchetti, quindi, è un punto di riferimento per capire le evoluzioni del mondo del commuting ed è un riferimento anche per noi di Prontolo. Invita a pensare a come far trascorrere ai nostri clienti quella mezz’ora con qualità e con valore. Già, perché noi di Prontolo, con la piattaforma di ecommerce e servizi che svolge le piccole azioni quotidiane al posto vostro, intendiamo vendere tempo di valore a voi che ne avete bisogno. Scaricate la nostra app e provate il vantaggio di fare in pochi tap un’incombenza, come la spesa, che vi porta via almeno 2 ore. Libererete 120 minuti per cose più belle, ben più del tempo che, secondo la costante di Marchetti, riuscite a sopportare di dedicare allo spostamento giornaliero da casa al lavoro e dal lavoro a casa.

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