I pendolari? Preziosi generatori di dati

17 Febbraio 2020

Il mondo dei commuter è in costante evoluzione e sul trasporto si gioca molto del futuro del nostro pianeta.

Per questo motivo le persone che, ogni giorno, si spostano da casa al lavoro sono un fenomeno che viene esaminato con grande cura. I pendolari in movimento generano una grande quantità di dati che le istituzioni e le aziende che lavorano in questo settore osservano con il fine di migliorare i servizi che coinvolgono questo tipo di community di persone. I dati sono un patrimonio di ognuno e le aziende che operano in questo campo devono osservare importanti norme che riguardano la privacy, specialmente dopo l’entrata in vigore del General Data Protection Regulation, la legge europea per la protezione dei dati entrata in vigore il 25 maggio 2018.  Naturalmente anche la nostra azienda è tra queste.

La porta d’entrata? Il Wi-Fi

Ogni smartphone mediamente moderno può accedere al Wi-Fi. Se si lascia la ricerca delle reti aperta le antenne presenti riceveranno dal vostro smartphone un segnale di ricerca di agganciarsi in modo automatico, anche se non entrate nella rete vicino alla quale state passando. Quella è la porta d’entrata per le aziende che hanno dei Wi-Fi nelle loro strutture per monitorare il vostro passaggio anche senza sapere i vostri dati. Grazie a questo metodo importanti aziende del trasporto pubblico hanno creato ottimi servizi di monitoraggio del traffico o della presenza di persone nelle stazioni o negli snodi con la metropolitana.

La mitica Tube di Londra.

Come riferisce Repubblica nell’articolo che si può leggere qui, la società che gestisce la mitica metropolitana londinese, la più vecchia del mondo con la sua data di nascita che risale al 1863, ha attivato le sue antenne WiFi per monitorare gli accessi alla gran parte delle sue stazioni, per riversarli poi nella app del servizio con evidenti benefici per i viaggiatori. La Transport for London, questo il nome della società, ha infatti combinato i dati dei tornelli con quelli delle “richieste” automatiche di accedere al Wi-Fi degli utenti riuscendo a far capire a chi si sposta perfino il congestionamento della singola banchina e facendo in modo che la app fornisca ai pendolari una strada per il ritorno a casa atta a evitare anche il traffico nella rete dei trasporti locali. Il tutto senza accedere ai dati personali e con dei cartelli ben esposti all’entrata delle stazioni nelle qual sono attive queste antenne Wi-Fi per dare modo, a chi non vuole in ogni caso farsi rilevare, di chiudere il Wi-Fi del proprio telefonino.

Il riconoscimento facciale.

Questo mondo dei dati rilasciati in movimento, importantissimo per l’economia dei trasporti e dei servizi, ha, naturalmente, anche un lato controverso. Ecco un esempio pratico: c’è un’importante azienda del credito che sta sviluppando un processo di pagamento dei trasporti con passaggio a dei tornelli appositi con telecamere per il riconoscimento. L’azienda sostiene che la combinazione della nostra camminata e del nostro volto ci renda unici e, di conseguenza, possa dare il via a un modo di trasferirsi da un posto a un altro che dirà addio alle file in biglietteria o alle app per fare il biglietto.

Innovazione certamente interessante, la quale si dirige verso un’economia del tempo che può regalarci altri momenti da dedicare a cose meno noiose che fare un biglietto (un po’ come fa Prontolo per la spesa). Una tecnologia che, tuttavia, entra nello specifico dei nostri dati personali con possibili risvolti negativi. Si vedrà, intanto vi raccomandiamo di leggere i “terms of use” di ogni app. Partendo dalla nostra. Abbiate cura dei vostri dati. Da parte nostra facciamo il massimo.